Il rione Casoli trionfa al Festival canoro con la voce di Linda

Il rione Casoli trionfa al Festival canoro con la voce di Linda

18 Dicembre 2017 0 Di AdminPalio5001

È la voce coinvolgente di Linda Raffaetà a trionfare al Teatro dell’Olivo e far aggiudicare al Casoli l’undicesima edizione del Festival canoro del Palio dei Rioni di Camaiore. La sesta sotto la direzione artistica e conduzione di Giacomo Lucarini e Andrea Montaresi. L’esibizione coinvolgente di “Je suis malade” ha da subito convinto la giuria, che prima le ha garantito il passaggio come prima del suo girone e poi l’ha fatta trionfare davanti ai rioni Vado, Montemagno-Seimiglia e Capezzano. Il premio della critica è andato a La Rocca con il gruppo Lamarea.

La nuova location (in precedenza il Palasport di Camaiore) piace molto agli artisti, agli esperti ed anche al pubblico nonostante il sacrificio sostenuto da ogni rione che per la capienza ridotta ha potuto portare solo 16 sostenitori. Gesto riconosciuto anche dal sindaco Alessandro Del Dotto, dall’assessore Sandra Galeotti e ovviamente dal presidente del Comitato Palio Carlo Rosi, tutti soddisfatti della riuscita di questa edizione, la prima di un nuovo ciclo. A giudicare le quattordici esibizioni sono stati il giornalista Patrick Poini, il semifinalista di “Tu si que vales” Giulio De Ranieri, il direttore ed il vicedirettore dell’Accademia Musicale della Versilia, rispettivamente Salvatore Frega e Matteo Cammisa, che hanno messo a disposizione del primo classificato un mese di lezioni gratuite ed infine Sandro Paoli, suo lo studio di registrazioni che ha firmato la sigla del palio. Ad aprire la serata è stata la voce lirica dell’ospite Simone Rossi seguita dall’esibizione natalizia del rione Marignana con “Jingle Bells” di Michael Bublè eseguita dai Promisis, unici a portare sul palco anche una coreografia. Poi è stata la volta de La Badia con il gruppo “Vintage”, seguito da Nocchi con Francesca Poli, Capezzano con Silvia Castiglione, Vado con Ilenia Suffredini, Lido con Elisa Simeoni e Casoli con Linda Raffaetà che ha chiuso il primo girone. Ad intervallare le esibizioni del primo e secondo gruppo le scenette della Compagnia di Capezzano Filarmonica Deb e della compagnia di Camaiore Animateus. I primi ad esibirsi del secondo blocco sono stati i ragazzi de Lamarea per La Rocca che si sono distinti portando un pezzo proprio dal titolo “In fondo a questo silenzio” valso il premio della critica. A ruota poi Frati con Stefania Neri, Montebello con Chiara Ramello, Pieve con Rossana Simonetta, Montemagno-Seimiglia con Francesco Lombardi accompagnato al piano dal maestro Giovanni Vitale, Pontemazzori con Silvia Dati e 3 Borghi con Gaia Butini. A passare direttamente il turno è stata la voce lirica di Lombardi, che è andato direttamente in finale con Linda Raffaetà; a loro si sono aggiunte le ripescate (da regolamento) Ilenia Suffredini e Silvia Castiglione. Una finale che ha rispecchiato anche il gradimento espresso dal pubblico presente. Sul palco dell’Olivo i finalisti hanno riproposto le proprie esibizioni ed ancora una volta l’interpretazione di Raffaetà ha fatto dimenticare la giovanissima età, appena 15 anni, rapendo gli spettatori e riscuotendo un tripudio di applausi. Non meno emozionante la voce potente di Ilenia Suffredini, diciassettenne del Rione Vado che sulle note di “Rise like a phoenix” ha tenuto il palco come una vera professionista. Sono state proprio loro alla fine a giocarsi il successo finale. Non nuova a questa manifestazione, Raffaetà è con il Casoli da quattro edizioni ed anno dopo anno ha scalato la classifica salendo sul podio nelle ultime tre che l’hanno vista sfiorare il successo lo scorso anno. Emozionatissima, l’allieva di Alessandro Bentivoglio è soddisfatta non solo per la vittoria ma anche per aver portato sul palco con successo la sua esibizione più difficile. Molto soddisfatti per il premio alla critica sono i ragazzi del gruppo Lamarea, che per voce del frontman Alessandro Domenici si sono così espressi: «Portare un proprio brano non è mai una cosa facile, perché il pubblico non lo conosce ed ha bisogno di tempo per apprezzarlo, ma per noi era importante farci sentire e farci conoscere»

Fonte : il Tirreno del 18/12/2017 Nicoletta Dati